Guida all’uso corretto degli umidificatori

8 marzo 2020 Off Di admin

Assodato che, soprattutto in inverno, l’umidificatore è un valido alleato per un’aria sana e più respirabile in ambienti chiusi e riscaldati, non è chiaro a tutti come impiegare al meglio questi apparecchi per non fare danni che potrebbero costare cari alla nostra salute. Ecco, allora, un breve vademecum di ‘dritte’ per un corretto utilizzo degli umidificatori, se poi si vuole approfondire l’argomento si possono trovare notizie utili sul portale tematico.

Cosa si chiede, solitamente, a un buon umidificatore? Di ristabilire il giusto tasso di umidità (fra il 30 e il 50%) nell’aria secca che circola in ambienti dove sono tenuti accesi i termosifoni. Un aria eccessivamente secca tende a disidratare e ad insidiare le mucose di naso e gola favorendo raffreddamenti, sintomi influenzali, tosse e allergia. Al contrario, un’eccessiva umidità veicola gli acari e favorisce la formazione di funghi e muffi, nemici della casa. L’apparecchio rilascia vapore che umidifica le particelle atmosferiche, ma attenzione a non lasciarlo troppo in funzione, perché potrebbe superare i livelli normali di umidità con effetti altrettanto negativi di quelli apportati dall’aria eccessivamente secca. E’ buona norma tenere acceso l’umidificatore non più di 6, 8 ore di fila, ma anche questo dipende dagli spazi, è ovvio che 10 metri sono diversi da 100, quindi è sempre il buon senso a prevalere per un impiego razionale dell’apparecchio, fermo restando che si trovano in commercio anche modelli con sistemi di auto-spegnimento una volta raggiunto il giusto grado di umidità nell’aria.

Un’altra accortezza da non sottovalutare è dove metterli. Scegliere la giusta posizione è garanzia di risultati ottimali o meno nell’utilizzo degli umidificatori. Anche qui occorre fare un distinguo in base alla tipologia, gli umidificatori ad ebollizione possono essere collocati vicino alle fonti di calore per incentivarne la funzione umidificante, mentre quelli a freddo che funzionano a ventola, al contrario, vanno messi a distanza dal radiatore perché troppo vicini vanificano l’azione umidificante. Quelli a ultrasuoni, poi, vanno bene sul tavolo, sul comodino o sulla libreria, sono anche belli da vedere, il che non guasta, e funzionano meglio se collocati su pianali rialzati da dove possono emettere i loro flussi benefici e profumati.